potete leggere cliccando
http://www.franzrusso.it/condividere-comunicare/social-media-cosa-fare-e-cosa-evitare-di-fare/
giugno 24, 2010
Herbalife è nata dalla convinzione che passione e impegno siano i motori fondamentali per il successo. Il nostro fondatore Mark Hughes (1956-2000) e il filosofo Jim Rohn hanno motivato migliaia di persone incoraggiandole ad impegnarsi a fondo per raggiungere obiettivi sempre più ambiziosi, hanno fornito a persone, di ogni estrazione sociale, le giuste motivazioni per cambiare la vita degli altri iniziando dalla propria.
fonte: Herbalife Today – Edizione italiana n. 160 – I Trimestre 2010
per maggiori info visita la sezione Opportunità Herbalife del blog o chiamami al 3290620089
aprile 24, 2010
Fiscoetasse.com fa un po’ di chiarezza!
aprile 9, 2010
Guada!
http://progettolavora.wordpress.com/opportunita-herbalife/
aprile 9, 2010
Buongiorno,
questo articolo riporta semplicemente il mio punto di vista, le mie considerazioni sull’argomento “investire energie in un lavoro dipendente o indipendente?. Essendo il mio punto di vista è strettamente personale e quindi non vuole elevare un sistema di lavoro a discapito dell’altro.
Infatti a mio parere sia nel lavoro dipendente che in quello indipendente ci sono svantaggi e vantaggi.
Essendo stata dipendente, e lavorando ora in modo autonomo, ho notato alcuni aspetti che spesso le persone non considerano, specie le persone “comuni” (intendo non imprenditori o professionisti già avviati, quindi IO COMPRESA) che si approcciano ad un lavoro autonomo, che sia nelle affilizioni, network marketing, o lavoro autonomo online.
Il PRIMO, a mio parere, è riconducibile a “mentalità”, “gestione” , “tempo”
eh si .. questo per me è il primo grande scoglio da superare. E ora provo a spiegarvi perchè. Se arrivi da un lavoro dipendente questi aspetti li cura direttamente il tuo datore di lavoro .. giusto.. lui organizza le tue giornate, il tuo tempo, quante ore lavorerai, quali mansioni e obiettivi dovrai coprire, che tipo di approccio dovrai avere ecc ecc.
Bene ora se tu non hai mai lavorato in modo autonomo (non organizzarti autonomamente, ma produrre reddito da un lavoro autonomo, sono cose ben distinte), capisci bene che ti ritrovi già con questi 3 aspetti mentalità, gestione e tempo, e questi aspetti sono più o meno il 60 forse anche il 70% del tuo lavoro autonomo.
Vi faccio un esempio (dalla mia esperienza personale):
LAVORO DIPENDENTE 1) TI DEVI SPOSTARE IN UFFICIO ( quindi sai già a che ora devi essere in ufficio, sai già che cosa devi fare, sai già che “in teoria” dovrai dedicarti solo al lavoro, sai già quanto avrai di pausa e a che ora finirai “in teoria”)
LAVORO INDIPENDENTE 1) LAVORI DA CASA (bene , non hai orari precisi, sei a casa! devi impostarti un orario! una volta impostato un orario devi sapere cosa devi fare! cosa e come lo devi fare (gestione e strumenti), cosa è più importante per produrre reddito e cosa può essere secondario, ATTENTO ALLE DISTRAZIONI sei a casa, chiamate o altro, non essendo sotto datore di lavoro di senti autorizzato a perdere 10 min di qua e di là, ecc ecc)
WOW, quindi direte voi…è difficile LAVORARE autonomamente? SI E NO, secondo me, è difficile (non impossibile) impostarsi inizialmente, abituarsi o meglio cambiare abitudini. MA VI ASSICURO CHE CI SONO ABITUDINI CHE PRODUCONO ZERO EURO E UN SACCO DI ARRABBIATURE E ABITUDINI CHE PRODUCONO MIGLIAIA DI EURO E VI RENDONO FELICI. (questa perla di saggezza deriva da un’ultima mia lettura, vi posterò poi l’e-book)
MA C’E’ UNA BUONA NOTIZIA! Tutte queste cose (gestione, tempo e mentalità) si possono acquisire! si ma solo E SOLO se veramente volete LAVORARE AUTONOMAMENTE!
Si dovete volerlo, ma seriamente non a parole, se vi rendente conto che sono più importanti altre abitudini, o che qualcuno organizzi la vita per voi, ALLORA IL LAVORO AUTONOMO NON E’ PER VOI! (a mio parere)
LA FORZA DI VOLONTA’ si sviluppa, LA COSTANZA si sviluppa ma se non volete veramente prendere le cose seriamente bhe allora limitatevi a dire ” si lo faccio come extra, per guadagnare qualcosa” non dite ” non funziona” ma “io non funziono per questo”.
Nei prossimi giorni seguirà la seconda parte
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Alessia